Accesso diretto alla fisioterapia. Paga il SSN! (in Norvegia..)

Il fisioterapista? Quello che fa i massaggi.

Come Hester Prynne ne La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, la figura del fisioterapista si aggira ancora per le vie della salute e del benessere con il segno indelebile di un passato da operatore ausiliario istruito dal medico in una tanto meccanica quanto prosaica imposizione di mani.

Sono passati quasi 25 anni dal lontano 1994 e dal Decreto Ministeriale (il 741) che ha trasformato il terapista della riabilitazione, una figura essenzialmente “esecutiva”, in un professionista dotato di “ragionamento clinico”, e come tale investito di autonomia nella definizione del percorso riabilitativo.

Venticinque anni appaiono un tempo irrilevante se confrontato con il permanere di quello “stigma” primigenio. Responsabile un paese incapace di riconoscere e sostenere il valore aggiunto di una formazione universitaria per la quale lo stato investe miliardi di euro. Responsabile un sistema che accetta i ricatti di categorie spesso risibili da un punto di vista numerico, ma con una importante presenza nei centri di potere. Responsabile l’abitudine di noi italiani a giocare sempre al ribasso, anche con la salute. Responsabile soprattutto, a mio avviso, l’estremo individualismo, la miopia e la scarsa autostima dei fisioterapisti.

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Nel frattempo, in Norvegia è possibile fare fisioterapia e venire rimborsati dal SSN. Dal 1 gennaio 2018 gli assistiti possono fare direttamente riferimento ai fisioterapisti accreditati e richiedere al Servizio Sanitario Nazionale il rimborso delle prestazioni.

Esiste una sempre più corposa letteratura che sostiene l’efficacia clinica e l’efficienza sul piano economico di una sanità in cui gli assistiti possano accedere direttamente alla presa in carico di un fisioterapista. L’accesso diretto peraltro è già una realtà in circa 40 paesi. Fra questi Australia, Brasile, Sud Africa, Svezia, Gran Bretagna.

Come libero professionista, credo che la fisioterapia sia un servizio al quale tutti debbano poter accedere. Propongo le mie prestazioni ad un prezzo “sostenibile”. Investo nella continua ricerca ed applicazione di nuovi strumenti per raggiungere gli obiettivi condivisi nel percorso riabilitativo. Cerco la massima efficacia nei miei interventi, per trovare soluzioni che comprendano gli adattamenti ambientali, la valutazione degli ausili, il supporto e l’educazione dei caregiver, il coinvolgimento di altre figure professionali.

Italia non è ancora Norvegia. Io nel frattempo mi sto attrezzando.


Il testo fa riferimento all’articolo Norwegian physical therapists celebrate direct access for patients pubblicato nel sito della Confederazione Mondiale per la Fisioterapia (WCPT).

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