REHACARE Düsseldorf 2016

La cassetta degli attrezzi di un fisioterapista può contenere svariati strumenti. Ausili ed ortesi, inseriti all’interno di un progetto di prevenzione cura e riabilitazione, possono costituire un importante supporto nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Ciò è particolarmente vero per le persone anziane. Il fisiologico indebolimento, la “incuria” di stili di vita inadeguati (alimentazione scorretta, lavori usuranti, ambienti aggressivi) e patologie spesso concomitanti possono ridurre le abilità motorie e limitare in maniera determinante l’autonomia individuale.

Autonomia. In questo termine si può riassumere la visione (obiettivi commerciali a parte) che guida le aziende riunite a Düsseldorf per la Fiera Internazionale della Riabilitazione, delle Attrezzature e degli Ausili per disabili (28.09-01.10.2016), la maggiore esposizione fieristica europea di settore.

rehacare

Nella mente di un fisioterapista italiano con una breve esperienza professionale, ma già avvezzo al nomenclatore tariffario, alle prescrizioni ed agli aggiuntivi, muoversi fra gli stand della Messe ha stimolato parecchie considerazioni. Le riassumo per punti:

  1. I disabili in Germania si vedono e si fanno vedere. Durante la prima giornata di apertura al pubblico, la presenza di persone “dotate” di qualche ausilio era attorno al 10% del totale (20% se consideriamo la superficie occupata.. 😉 ). Mai vista tanta gente su quattro ruote scorrazzare tranquillamente in uno stesso luogo. D’accordo, la fiera era “dedicata” a loro. Tuttavia: a) non mi risultano fiere per i disabili in Italia; b) la percezione era che la loro “diversità” fosse percepita in modo del tutto normale fra la gente.
  2. Dove sono le bascule? Per chi non fosse del mestiere, la bascula è una carrozzina più ingombrante e complicata dal punto di vista tecnico (possiede leve, tiranti, pistoni). Insieme al seggiolone rappresenta il principale ausilio in termini numerici che è possibile vedere in casa di riposo. Serve a garantire un maggiore comfort posturale alla persona che lo utilizza, con la possibilità per noi operatori di dimenticarci dell’utente anche per ore in tutta sicurezza.
    E quindi, dove stanno le bascule? Semplificando, se sono impegnato a costruire soluzioni per l’autonomia, poco mi interessa di un ausilio che ha la funzione di assicurare l’allettamento perenne, seppur comodo e in sicurezza, del soggetto. Se mi interessa trovare strumenti per l’autonomia, investo sulla tecnologia e su attrezzature evolutive che permettano di garantire alla persona la massima interazione con il mondo per tutto il tempo di vita possibile.
  3. I tedeschi investono in salute e benessere. Non posso avanzare un confronto fra sistemi sanitari. Non mi soffermo sul diverso tenore di vita (leggi stipendi). Il dato oggettivo è la posizione prioritaria che la salute occupa nell’elenco dei bisogni primari della popolazione germanica.

Concludo con un grazie a Diego Bernard di Studio Pedis, prezioso collaboratore nella presa in carico di alcuni miei pazienti, che mi ha concesso questa opportunità facendosi tra l’altro carico di tutte le spese. Ed una menzione speciale a Stefano Torresan, sempre in quota Studio Pedis, che ha mostrato una competenza davvero impressionante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close